Les Murray in Italiano

The following translations are by Mariadonata Villa, for whom Les Murray selected the following seven new poems. They were first published in ClanDestino (No. 4, 2006). Each poem is followed by the English original.

An Introduction to Les Murray in Italian



Chiesa
in memoriam Joseph Brodsky

Il desiderio di essere giusti
ha perlopiù tagliato la corda
ma alcuni vengono a Dio
nella speranza di essere sbagliati.

Alto sulla parete di fondo pende
il Vangelo, da prima che fosse libri.
Tutti i giudizi hanno fine in lui,
tutti, compreso il suo.

È sorto da una evoluzione
giudea, non inglese,
e ha detto che la luce che innalzava
sopra tutte le nazioni era giudea.

La libertà divora ancora libertà,
giustizia divora giustizia, amore—
perfino amore. Un uomo ritardato ha detto
la chiesa mi fa venir voglia di essere cattivo,

ma nudo in una trincea di fango
con mille e mille altri, qualcuno sta dicendo
il vero dio dà la sua carne e il suo sangue.
Gli idoli a te chiedono il tuo.

 

Church
i.m. Joseph Brodsky

The wish to be right
has decamped in large numbers
but some come to God
in hopes of being wrong.

High on the end wall hangs
the Gospel, from before he was books.
All judging ends in his fix,
all, including his own.

He rose out of Jewish,
not English evolution
and he said the lamp he held
aloft to all nations was Jewish.

Freedom still eats freedom,
justice eats justice, love—
even love. One retarded man said
church makes me want to be naughty,

but naked in a muddy trench
with many thousands, someone's saying
the true god gives his flesh and blood.
Idols demand yours off yours.


La cianografia

Qualsiasi cosa offrano le grandi religioni
la loro gente è l’aldilà che vuole:
Cielo, Paradiso, reincarnazioni superiori,
insieme o separati—
per essi ameranno Dio, o aduleranno il Karma.

Aldilà. Ovunque già esiste
la gente striscia nelle ossature delle navi
o soffoca nei container dei camion per raggiungerlo
ne evoca la presenza
nelle spiagge e per le strade di argilla e pozzanghere,
se lo inietteranno, ci s’imparenteranno.

Il secolare rifiuta ogni inchino
che sia rivolto verso l’alto.
Deve dichiaratamente andare in giù,
nient’altro che "un incidente di coscienza
tra due eternità di dimenticanza"—
tutti noi abbiamo già passato
una di quelle eternità, come niente fosse.

Dopo la seconda, pretendiamo un aldilà
più grande e più strano di ciò che la scienza ci offre adesso,
come la vita, dunque non come
quello che è stata la vita mortale.

 

The Blueprint

Whatever the great religions offer
it is their afterlife their people want:
Heaven, Paradise, higher reincarnations,
together or apart —
for these they will love God, or butter Karma.

Afterlife. Wherever it already exists
people will crawl into ships' frameworks
or suffocate in truck containers to reach it,
they will conjure it down
on their beaches and their pooled clay streets,
inject it, marry into it.

The secular withholds any obeisance
that is aimed upwards.
It must go declaratively down,
but an "accident of consciousness
between two eternities of oblivion"—
all of us have done one
of those eternities already, on our ear.

After the second, we require an afterlife
greater and stranger than science gives us now,
life like, then unlike
what mortal life has been.


Morte per esposizione

Quell’inverno. Ci mancava la sua faccia dura
al lavoro. Diversi giorni, prima che la trovassero, sotto

la veranda di lui. Anche gli studenti più crudeli
ne avevano soggezione. Conversazione zero.

Non aveva senso che lei avesse la chiave di lui.
Non aveva senso niente di quel che lei avrebbe potuto

fare. La depressione sfinisce la mente.
Telefona, nessuno risponde, allora guida

fin su, alla casa di lui in montagna,
per una strada secondaria, ghiaccio tutto il giorno.

Bussi. Poi cosa? Non puoi tenere sotto controllo
cosa poi. Lui, finalmente tornato, trova la sua auto.

Lei è strisciata dentro, sotto, tra la legna da ardere.
Quasi sempre il mondo non è tondo.

 

Death from Exposure

That winter. We missed her stark face
at work. Days till she was found, under

his verandah. Even student torturers
used to go in awe. She had zero small talk.

It made no sense she had his key.
It made no sense all she could have

done. Depression exhausts the mind.
She phones, no response, she drives up

straight to his place in the mountains,
down a side road, frost all day.

You knock. What next? You can't manage
what next. Back at last, he finds her car.

She's crawled in, under, among the firewood.
Quite often the world is not round.


Scivoli e planate scintillanti

Dopo aver inchiodato i pannelli allentati
del garage di lamiera
Peter il carpentiere cammina dritto
su per la scala, senza mani,
e abbottona i baveri del tetto.

Ora il suo peso leggero è sulla casa
sopra la testa, e poi ridiscende
portando lunghe strisce di verde ed irta
erba Alpine, un tessuto di radici, fine come pelo
che ci è cresciuto nelle grondaie di metallo.

Piantata dagli uccelli o preso dal vento
ha passato vent’anni lassù,
nutrita a polvere di nuvole, a lavaggi
di ferro splendente, a detriti di nidi
in cui sono anche nati alberi alti un palmo.

Ora è un garbuglio per terra. E il bucato
gocciola doppi menti di peso colorato
sotto i passi, batti e ribatti,
su e giù per le sovrapposizioni, ad aggiustare
le case biplano d’Australia.

 

The Shining Slopes and Planes

Having tacked loose tin panels
of the car shed together
Peter the carpenter walks straight up
the ladder, no hands,
and buttons down lapels of the roof.

Now his light weight is on the house
overhead, and then he's back down
beaing long straps of a wiry green
Alpine grass, root-woven, fine as fur
that has grown in our metal rain gutters.

Bird-seeded, or fetched by the wind
it has had twenty years up there
being nourished on cloud-dust, on washings
of radiant iron, on nesting debris
in which pich-sized trees has also sprouted.

Now it tangles on the ground. And the laundry
drips jowls of coloured weight
below one walking stucco stucco
up and down overlaps, to fix
the biplane houses of Australia.


Pressione

Un uomo con la faccia neutra
nella grande migrazione
stringe la valigia lucida
mentre sta in fila alla dogana:

Per cortesia (sì, lei) apra la valigia.
Magari non avrà capito.
Si spicci. La apra! Muoversi!
Guardare in giù con occhi assenti non migliorò le cose.

Ditegli di aprire la valigia!
Le lingue alle sue spalle facevano pressione.
Stringeva la sua borsa, ottusamente riluttante.
Ditegli di mettere la valigia sul bancone!

Scattarono lucchetti, lacci caddero a terra tagliati
e nella valigia non c’era niente.

 

Pressure

A man with a neutral face
in the great migration
clutching his shined suitcase
queueing at the Customs station:

Please (yes, you) open your suitcase.
He mat not have understood.
Make it snappy. Open it! Come on!
Looking down out of focus did no good.

Tell him to open his suitcase!
The languages behind him were pressure.
He hugged his case in stark reluctance.
Tell him put suitcase on the counter!

Hasps popped, cut cords fell clear
and there was nothing in the suitcase.


Luogo di nascita

Proprio in quella casa laggiù
un ago minuscolo rovesciò il mio rifugio
e io fui espulso, di colpo,
nel mio terrore, nel mio sapone.

Il mio cuore strinse insieme le sue due
mani che già funzionavano
ma tutti gli altri animali
cominciarono a svegliarsi nel mio corpo,

la rana d’acqua ferma, il verme digiuno;
la sfera lavorata a maglia dei miei nervi
si riempiva di scrittura di panico;
ali di pipistrello andarono in fiamme nel torace

e urlai in singhiozzi comici
niente ancora messo a fuoco, nel freddo pungente—
poi fu riattaccato, placato,
a un nuovo sangue che aveva sapore.

Non ci successe nient’altro
di intenso, in questo villaggio.
I miei tre anni di vita scolastica qui
furono gli ultimi nella mia cultura,

quella a cui resto ancora attaccato
in questo posto, in orario di lavoro.
Amo l’obliquo simile umano
e m’impunto per starci attaccato.

 

Birthplace

Right in that house over there
an atom of sharp spilled my sanctum
and I was extruded, brain cuff,
in my terror, in my soap.

My head wrung its two
already working hands together
but all the other animals
started waking up in my body,

the stale-water frog, the starving-worm;
my nerves' knotwork globe
was filling up with panic writing;
bat wings in my chest caught fire

and I screamed in comic hiccups
all before focus, in the blazing cold—
then I was re-plugged, amid soothe,
on to a new blood that tasted.

Nothing else intense
happened to us, in this village.
My two years' schooltime here
were my last in my own culture,

the one I still get held to
in this place, in working hours.
I love the wry equal humane
and drive in to be held to it.


Il verde di tendenza

Il denaro solo un mezzo ai nostri fini?
No. Noi siamo termini nella sua logica.
Il denaro è un alieno.

Senza lui, a milioni mangiano rifiuti.
Anche il denaro può morire di fame
ma così moriamo anche noi per lui,
e chi è il servitore allora?

Le sue forme più deboli sono in maschera sul retro:
ritratti a incisione a tinte tenui
di re, gente di successo, donne col berretto frigio,
signori della guerra che han messo sulle carte nuove nazioni—

ma il denaro non s’incontra mai nudo in giro.
Carte di credito, metallo, semplici numeri,
elettronici, in elenchi incolonnati
sono solo sue espressioni,
e noi siamo i genitali del denaro.

Più invisibile è il denaro,
più vasta e veloce la sua azione,
che ci baratta con i centri commerciali,
che ci riscrive come città e stile.

Se fossi re, quanto spesso
uscirei a testa e croce?
Solo una volta ogni due
davvero? Con tutte le mie teste tagliate?

Nei nostri sogni di veglia il denaro è sempre il protagonista,
ma nei nostri sogni del sonno
è strano e raro.

Come ha fatto il denaro a conquistare vita
lontano da poesia, ideologia, religione?
Non ha voluto le nostre anime.

 

The Cool Green

Money just a means to our ends?
No. We are terms in its logic.
Money is an alien.

Millions eat garbage without it.
Money too can be starved
but we also die for it then,
so who is the servant?

Its weakest forms wear retro disguise:
subtle hued engraved portraits
of kings, achievers, women in the liberty cap,
warlords who put new nations on the map—

but money is never seen nude.
Credit cards, bullion, bare numbers,
electronic, in columnar files
are only expressions of it,
and we are money's genitals.

The more invisible the money
the vaster and swifter its action,
exchanging us for shopping malls,
rewriting us as cities and style.

If I were king, how often
would I come up tails?
Only half the time
really? With all my severed heads?

Our waking dreams feature money everywhere
but in our sleeping dreams
it is strange and rare.

How did money capture life
away from poetry, ideology, religion?
It didn't want our souls.





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